Rassegna stampa

  • Un patto per l'export per rilanciare le cantine italiane

     

    Corriere di Romagna del 8 Luglio 2020

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  • Sostegni post Covid,
bilancio U.E., negoziato Brexit

     

    Rivista Gli agricoltori veneti

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  • Più fondi europei all'agricoltura

    Italia Oggi

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  • Agricoltura, riforma UE rinviata al 2023

     

    Il Sole 24ore

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  • Sua maestà, il Balsamico: il nostro oro nero «Ambasciatore sulle tavole di tutto il mondo»

     


    Agroeconomy

    Sua maestà, il Balsamico: il nostro oro nero «Ambasciatore sulle tavole di tutto il mondo»
    L’Aceto Balsamico di Modena Igp tra tutela e rilancio

    di Lorenzo Frassoldati

    MODENA

    Un fuoriclasse dell’agroalimentare made in Modena. Originario della terra di Ferrari e Maserati, l’Aceto balsamico di Modena Igp alimenta una filiera che nel 2019 ha prodotto un fatturato al consumo di un miliardo di euro, grazie ai suoi 95,8 milioni di litri, frutto del lavoro delle 62 acetaie nelle province di Modena e Reggio Emilia. E corre nel mondo come i bolidi rossi di Maranello.

    Il Balsamico Igp , fiore all’occhiello dell’agro-economia modenese, fa numeri da record raggiungendo oltre 120 Paesi di tutto il mondo, dove viene esportato circa il 92% della produzione totale. Ambasciatore del made in Italy a tavola, si è affermato come il nostro prodotto a qualità certificata più esportato nei quattro continenti. Riconosciuto ufficialmente in Italia fin dal 1933, grazie all’impegno del Consorzio di Tutela ha ottenuto il riconoscimento Igp a livello comunitario nel 2009, grazie al quale ha potuto ottenere altresì una maggiore tutela, soprattutto a livello internazionale, e un'ulteriore garanzia di autenticità del prodotto e di sicurezza per il consumatore.

    Il successo internazionale ne ha fatto uno dei prodotti più imitati ed ‘evocati’ nel mondo e anche in Europa, dove – nonostante il bollino di origine – c’è sempre qualche furbetto che tenta di taroccarlo. Così nel quartier generale del Consorzio a Modena è stata accolta con soddisfazione la sentenza della Suprema Corte Federale tedesca che ha conferma la piena tutelabilità del Balsamico di Modena contro prodotti che lo imitano o evocano in Germania, ribaltando una sentenza della Corte di Karlsruhe del 2017. Un pronunciamento che chiude una fase di incertezza che poteva essere molto pericolosa per il futuro di una delle delikatessen italiane più imitate al mondo: se vacillava la tutela anche in ambito comunitario, si aprivano scenari imprevedibili di agro-pirateria ai danni del nostro ‘oro nero’.

    «Dal punto di vista giuridico – evidenzia il direttore del Consorzio, Federico Desimoni (nel tondo a destra)– questa sentenza è di fondamentale importanza perché conferma la piena tutela del nostro prodotto». «Un grande successo del Balsamico di Modena, ma non solo – sottolinea l’europarlamentare Paolo De Castro – perché questa sentenza chiarisce un punto focale: oggi più che mai la tutela della qualità certificata dei nostri prodotti Dop e Igp è la strategia più importante per affrontare un mercato globale sempre più orientato a logiche contrapposte a quella della qualità».

    L’anno 2019 è stato chiuso con numeri soddisfacenti: i volumi di produzione sono infatti tornati a sfiorare quota 96 milioni di litri certificati (+6%), riportando il valore del fatturato alla produzione oltre i 390 milioni di euro. Poi è arrivato il Covid-19 e il lockdown. Adesso si riparte. «Come buona parte del settore agroalimentare – spiega il direttore Desimoni – anche quello del Balsamico Igp non si è fermato. Le vendite rimaste costanti della distribuzione hanno sostenuto la produzione, ma un’importante segmento del mercato come l’Horeca ed in generale il consumo fuori casa hanno subito un blocco totale in tutto il mondo».

    Il Consorzio si è mosso per chiedere alle istituzioni nazionali, regionali e provinciali sostegno per le aziende che versano in stato di crisi. «Per i nostri soci – dice la presidente Mariangela Grosoli (nel tondo a sinistra)– stiamo studiando la possibilità di sostegni diretti, strumenti per l’implementazione dell’e-commerce e piani specifici di promozione e comunicazione e, in prospettiva, strategie di rilancio del turismo territoriale e della vendita diretta in azienda».

     

     

  • Dal campo alla tavola Ecco il meglio del made in Italy

    Dossier Agroeconomy

    Dal campo alla tavola Ecco il meglio del made in Italy

    L'agricoltura e l'alimentare sono la Filiera della Vita. Ce ne siamo accorti durante i mesi più duri del lockdown. Sugli scaffali dei supermercati, su quelli dei negozi, non è mai mancato il bene più necessario all'esistenza: il cibo. Dietro al quale c’è il lavoro delle filiere dell'agroalimentare che raccontiamo in queste pagine: aziende – grandi e piccole – che hanno dovuto fare i conti con le difficoltà di continuare a operare in sicurezza. Con i bilanci messi a dura prova dal lockdown. Con le preoccupazioni per i mesi a venire e le ansie della ripartenza.

    Volontà, ottimismo e innovazione sono, invece, le parole chiave del futuro. Abbiamo attraversato le filiere di pasta, grano e cerali, ortofrutta, carne e allevamenti, salumi e insaccati, ortofrutta, vino e spirits, olio e condimenti, grande distribuzione e horeca, pesce e itticoltura, macchine agricole, foraggi e seminativi. Accompagnati dagli scenari di Ismea sulla DopEconomy, dagli interventi dell’europarlamentare Paolo De Castro che mette a fuoco la Politica agricola europea, di Massimo Vincenzini, presidente dell’Accademia dei Georgofili, di Ettore Prandini, presidente di Coldiretti. E di Teresa Bellanova, ministro per le Politiche Agricole. Un viaggio nel meglio del made in Italy.

  • Un modello ecologico per l'agricoltura europea

     

    Il Resto del Carlino 

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  • Suprema corte tedesca: piena tutela dell'aceto Balsamico Modena Igp in Germania

     

    EFA NEWS 

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  • Pecorino romano, il Consorzio di tutela compie 40 anni

    AgroNotizie 

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  • Maltempo, ecco i soldi UE

    FotoQN - Il Resto del Carlino 21 giugno 2020

     

  • Francia batte Italia negli aiuti al vitivinicolo

    Il Sole24Ore

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  • De Castro, sulla Brexit va male.

    Agrapress, intervista 

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